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CORREGGIO (Antonio Allegri)

Nasce a Correggio nel 1489 dove vi muore nel 1534

Prendendo spunto dai grandi pittori del secolo precedente, inaugura un nuovo modo di concepire la pittura. Gli aspetti che ne hanno caratterizzato la grandezza sono la dolcezza espressiva dei personaggi, l’ampio uso prospettico e soprattutto la luce, declinata secondo un chiaroscuro morbido e delicato. Il suo stile può essere considerato fluido, luminoso e di forte coinvolgimento emotivo.

Nei primi tempi, fino al 1510, la sua pittura accoglie le suggestioni leonardesche e raffaelliane, con aperure anche alla pittura veneziana. Negli anni successivi, fino al 1515 la sua arte risente dell’influsso del Mantegna.

Dal 1220 Correggio è attivo a Parma. In questo periodo si collocano alcune della sue opere più note, come la Camera della badessa, le decorazioni della Chiesa di San Giovanni Evangelista.

Importante, nella sua attività di quel periodo è stata la decorazione della cupola della cattedrale. Da ricordare, che in quelle occasioni, ebbe come collaboratore il Parmigianino, alle sue prime armi.

Accanto ai lavori in affresco, Correggio ha prodotto una serie di pale d’altare, non solo per chiese di Parma (Madonna della scodella), ma anche di chiese di Modena (Madonna di San Sebastiano) e di Reggio Emilia (Madonna di San Girolamo detta il giorno). Per la chiesa del comune di Correggio dipinge il Trittico dell’Umanità, andato frammentato e in parte disperso. Si tratta di opere di grande eleganza, caratterizzate da una crescente morbidezza del modellato. Accanto a tali lavori, sono da citare commissioni di opere di piccolo formato commissionate da privati. Sono quadri di argomento sacro, come l’Ecce Homo, l’Adorazione del bambino; o di argomento mitologico, come  Venere e Amore spiati da un satiro, L’educazione di Cupido etc.

Nell’ultimo periodo della sua attività (anni Trenta del XVI sec,) ha rapporti con la marchesa Isabella d’Este, e per il suo studiolo nel Palazzo Ducale di Mantova compone alcune delle sue opere più celebri, fra cui L’allegoria del vizio e L’allegoria della virtù. E successivamente ha rapporti col duca Federico II Gonzaga per il quale dipinge i cosiddetti Amori di Giove (Danae, Leda e il cigno etc,).

 

CORREGGIO