Angela Occhipinti.

Tra il simbolo che allude a una realtà universale e la realtà soggettiva, esiste una zona comune carica di tensioni; in questa zona vivono le emozioni e le risonanze interiori, che si materializzano nei colori, anch’essi pieni di significati a cui spesso viene sovrapposta la parola. Tutta la ricerca dell’artista ruota intorno a queste due domande: sul perché l’uomo sia venuto sulla terra e se il vivere sia più finzione scenica o più realtà.

Nelle sue opere il silenzio, la luce e il flusso dei pensieri entrano in comunicazione con un mondo dove l’umano e il divino impercettibilmente si toccano, ogni segno ha in sé una traccia di assolutezza, ma la memoria e la predestinazione agiscono come forze libere e vibranti sulla soglia della rivelazione. L’opera stessa è testimonianza del fatto.

William Xerra

Motivo conduttore dell’opera di Xerra è il frammento, in grado di significare i percorsi e le memorie dell’esperienza quotidiana. Degli inizi degli anni Settanta sono: La verifica del miracolo, con Pierre Restany, le Buste riflettenti, i Libri oggetto, l’intervento su lapidi dismesse e i Poemi flipper eseguiti con il poeta Corrado Costa. Quando agli inizi degli anni Ottanta, Xerra ripensa alla pittura, tutte queste esperienze tornano nel quadro inteso come luogo di raccolta incessante di azioni, citazioni, appunti. Filiberto Menna lo conferma nel 1987 uno dei maestri della pittura-scrittura-pittura.

LA MOSTRA